Reykjavík
Reykjavík è diversa da qualsiasi altra città europea. È la capitale più settentrionale del mondo e, a dispetto del suo nome che significa ‘baia fumosa’, viene chiamata la ‘città senza fumo’ grazie al vento che la spazza incessantemente e all’utilizzo dell’energia geotermica. Reykjavík ha tutte le infrastrutture di una moderna città europea, oltre a un interessante città vecchia e a edifici bianchissimi in legno e file di case in cemento dai colori sgargianti. Quasi tutto ciò che è di interesse turistico si trova a breve distanza dall’antico stanziamento.
La città vecchia, fulcro della città, è una zona rustica con parchi erbosi, laghi, mercati e musei. Chiunque sia anche solo remotamente interessato alla cultura norvegese e islandese deve visitare il Museo nazionale, che ospita oggetti di carattere sacro e popolare oltre ad attrezzi risalenti al periodo della colonizzazione. L’oggetto più famoso è il portale di una chiesa scolpito intorno al 1200, che raffigura una scena di battaglia norvegese, mentre nel pianterreno si trovano attrezzi agricoli e nautici, modelli delle prime barche da pesca e ingegnosi strumenti per il lavoro nelle fattorie. Immediatamente dietro il museo si trova l’Istituto Árni Magnússon, una tappa obbligata per gli amanti dei manoscritti. L’edificio contiene una famosa collezione di volumi, tra cui il Landnámabók e il Njáls Saga, che furono restituiti dalla Danimarca all’Islanda dopo l’indipendenza.
La moderna Reykjavík si estende a est della città vecchia e ha diverse attrazioni come la Hallgrímskirkja, un’imponente chiesa che assomiglia a una montagna di lava basaltica. Pur non essendo particolarmente bella, è comunque una delle strutture più caratteristiche della città. La costruzione cominciò alla fine degli anni ’40 del XX secolo e fu terminata nel 1974. Il nome le deriva dal più noto poeta islandese, Hallgrímur Pétursson. Si può visitare l’austero e luminoso interno e poi prendere un ascensore per raggiungere la sommità della torre, alta 75 metri, dalla quale si ha una bella vista sulla città. Sul prato si trova una statua di Leif Eriksson, trionfalmente definito ‘Figlio dell’Islanda, scopritore della Vinland’ (identificata con Terranova o il Labrador). Un altro luogo dall’aspetto poco invitante è il Volcano Show. Ancora una volta, non bisogna lasciarsi scoraggiare dalle apparenze: questo teatro offre l’eccezionale possibilità di vedere l’incubo vulcanico sotto (o sopra) il quale vivono gli islandesi. Qui si possono vedere le drammatiche immagini di alcune delle più importanti eruzioni del paese, tra cui il premiato film sulla nascita dell’isola di Surtsey, emersa dal mare durante un’eruzione nel 1963. Ci sono anche dei piacevoli giardini botanici, un frequentato parco ricreativo e una serie di musei dedicati alle opere dei principali artisti islandesi.
Gli alloggi, i ristoranti e i negozi economici si trovano nella città vecchia o nelle sue immediate vicinanze verso est. Per quanto riguarda i divertimenti si può andare al cinema (i film sono in lingua originale con sottotitoli in islandese), oppure assistere a spettacoli culturali (teatro, opera, musica classica e danza) e spettacoli di luci (saghe, stravaganti rievocazioni della colonizzazione e dell’epoca vichinga). Il Runtur è una sorta di istituzione in questa città: significa girare per i bar più alla moda, i locali dove si tengono concerti e le discoteche, per essere sicuri di non perdersi qualcosa di importante.
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